Mostra fotografica

Il 20 gennaio alle 17 Giuseppe Orsini inaugura la mostra ARCHITETTURE e ... altro. Da "Fughe nello spazio" a "Termitai umani".
Fino al 12 febbraio.

Bipielle Arte

La mostra di Giuseppe Orsini “Architetture e … altro”, curata da Mario Quadraroli e Mario Diegoli, intende offrire uno scenario variegato e complesso che possa aiutare a riflettere sui grandi cambiamenti che hanno segnato l’identità e il senso delle città nell’arco degli ultimi settant’anni fino agli anni Venti del nuovo secolo. Inoltre, documenta la diversità dei codici e degli approdi: dal reportage classico alla fotografia documentaria di architettura e paesaggio al ritratto ambientale e di studio, all’utilizzo sperimentale delle possibilità espressive della fotografia.
Assecondando le caratteristiche dell’ambiente espositivo della Bipielle Arte, la Mostra di Orsini si sviluppa su dieci temi, dieci sezioni, da Fughe nello spazio a Termitai umani. L’autore, nel suo appassionato girovagare per l’Europa in questi ultimi anni, ha indagato nelle schegge architettoniche che segnano un confine fra l’inerzia della tradizione e il vigore della modernità.
Beppe Cremaschi, giornalista venuto purtroppo a mancare lo scorso anno, ha sempre seguito Orsini, del quale era molto amico, nella sua ricerca e, nella mostra del 2013 alla Biblioteca Civica di Lodi, ebbe a dire che «il frutto di questa ricerca sviluppata negli anni di messa a fuoco con la sua Nikon 700 D si è trasformato in materia prima per l’elaborazione al computer. Gli scatti si sono allora accostati, incastrati, sovrapposti per dar vita a tavole governate da un efficace equilibrio compositivo che supera l’immagine dell’esistente per approdare nella libera dimensione della visione. […] Nelle sue opere Orsini sembra ispirarsi alla dottrina con la quale Le Corbusier assegnava all’architettura il “ruolo di gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi della luce”. A Valencia, a Bilbao, Parigi, Vienna, Milano, Berlino e Düsseldorf ha cercato la testimonianza di una Europa capace di evolversi e sperimentare nuovi linguaggi».
Con i suoi lavori Orsini inventa nuovi spaccati urbani. Alle opere di tanti architetti di fama, da Renzo Piano a Santiago Calatrava, da Frank Owen Gehry a Kenzo Tange e Daniel Libeskind, ruba brani di soluzioni avveniristiche e lampi di geniali intuizioni.
La mostra è un racconto composto dalle molte storie che il fotografo, per ragioni diverse e in occasioni varie, ha realizzato con l’intento di documentazione e progettualità di tipo sperimentale artistico, riconoscendo il ruolo dell’architettura nel nostro tempo.